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Lavoro

INPS: il sito non funziona. Corsa al bonus da 600 euro

inps offline

Alle 24 è scattato il 1 aprile, giorno del famoso bonus da 600 euro. Le ipotesi circolate in rete a proposito del  “chi prima arriva, prima prende i soldi”, hanno generato particolare ansia su tutti i professionisti ed autonomi che vorrebbero richiedere il bonus. Leggi anche il Bonus Baby Sitting.

Offline il sito dell’INPS

Il messaggio che appare è un errore:

Request cannot be served

Ebbene si, il sito non ha retto le migliaia di domande che gli utenti volevano inviare già dopo qualche minuto. La situazione è stata sicuramente aggravata da una informativa secondo cui il sito avrebbe registrato l’ordine d’arrivo delle richieste, un dubbio che ha fatto supporre che i fondi non sarebbero stati sufficienti per tutti.

Con molta probabilità il problema domani è destinato a riproporsi, salvo comunicazioni da parte dell’INPS sull’inutilità della corsa al click.

In attesa che il sito torno online leggi la GUIDA COMPLETA CON FOTO per richiedere il Bonus.

 

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Lavoro

Guida e istruzioni con FOTO per richiedere il bonus da 600 euro. Procedura completa.

richiedere bonus 600 euro coronavirus inps

Dal 1 aprile 2020 sul sito dell’Inps è attiva la procedura per richiedere il bonus da 600 euro, previsto per autonomi, professionisti, stagionali del settore turistico, operai agricoli e lavoratori dello spettacolo. Questo sostegno rientra nelle misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Chi può richiedere il bonus da 600 euro?

Come ricorda lo stesso sito INPS la domanda può essere inviate da:

  • Professionisti con partita IVA e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione speciali dell’AGO (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni);
  • Lavoratori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • Lavoratori agricoli operai a tempo determinato;
  • Lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo.

Il bonus da 600 euro non è cumulabile con altre indennità, ad esempio non può essere erogato a chi percepisce il redditto di cittadinanza, e non concorre alla formazione del reddito.

Come accedere ai servizi INPS

Innanzitutto per poter inviare la domanda a sostegno del reddito, la prima cosa da fare è accedere alla propria area personale. Nello specifico, per richiedere questo bonus, si può accedere ai ai servizi online dell’INPS attraverso una delle seguenti tipologie di credenziali:

  • PIN dispositivo rilasciato dall’Inps (per alcune attività semplici di consultazione o gestione è sufficiente un PIN ordinario);
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Come inviare la domanda per l’assegno da 600 euro?

Dopo aver fatto il Login al sito dell’INPS, sulla barra di ricerca in alto digitare “Covid“. Fare clic su Servizio:”Indenntià COVID – 19 (bonus 600 euro)“.

A questo punto si aprirà una nuova pagina che spiega nel dettaglio a chi è rivolto il bonus. Dopo aver letto, clicca su Avanti.

Nella schermata successiva, inserisci i tuoi recapiti. Poi clicca Avanti.

Ora dovrai selezionare la tua CATEGORIA e il tipo di QUALIFICA. Fai attenzione nella compilazione!

Nella finestra successiva dovrai selezionare la modalità di pagamento tra Bonifico Domiciliato o Accredito su Conto Corrente, in questo ultimo caso si dovrà inserire l’IBAN

Nel passaggio successivo spuntare il flag e cliccare su Avanti.

Nella pagina successiva è presente il testo per il trattamento dei dati personali, cliccare Avanti.

Ora verrà mostrata una pagina di riepilogo. Controllare bene tutti i dati e CONFERMARE.

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Lavoro

Bonus Baby Sitting: come richiederelo? Le istruzioni.

bonus baby sitting come fare domanda

Per far fronte alla grave epidemia derivante dal contagio COVID-19 – si legge nella circolare INPS – con il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, sono state varate una serie di misure per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica.

In particolare, per effetto della chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, è sorta l’esigenza di sostenere i lavoratori e le famiglie con iniziative quali l’ampliamento del congedo parentale, dei permessi per i portatori di handicap, nonché con la possibilità di fruizione di un bonus specificamente finalizzato all’acquisto di servizi di baby-sitting.

Bonus Baby Sitting: chi può richiederlo?

Il bonus Baby Sitting è rivolto a:

  • lavoratori del settore privato
  • iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
  • autonomi iscritti all’INPS
  • iscritti a casse non gestite dall’INPS (quali, ad esempio, le casse professionali)
  • lavoratori impiegati nel settore sanitario pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica, operatori sociosanitari)
  • personale addetto alla sicurezza, difesa e soccorso pubblico

Il bonus è concesso solamente per i figli di età non superiore a 12 anni e in alternativa allo specifico congedo di quindici giorni. Il bonus di 600 euro diventa fino a 1000 euro a seconda dei casi. Il bonus sarà erogato dall’INPS in base all’accoglimento delle istanze e fino ad esaurimento fondi.

Il bonus Baby Sitting non può essere richiesto, se nel nucleo familiare, l’altro genitore beneficia di altri strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio, NASPI, CIGO, indennità di mobilità, ecc.) o altro genitore disoccupato o non lavoratore, con i quali, dunque, sussiste incompatibilità e divieto di cumulo.

Bonus 600 euro: come fare domanda?

La domanda per il Bonus Baby Sitting, potrà essere presentata dal 1 aprile,  attraverso tre modalità:

  • ONLINE sul portale istituzionale INPS al seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” > “Bonus servizi di baby sitting” clicca qui per il link
  • CONTACT CENTER  al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante)
  • PATRONATI

All’atto della compilazione della domanda, si dovranno fornire tutte le informazioni identificative richieste compresi i dati per il pagamento delle prestazioni.

Una volta ricevuta la comunicazione di accettazione, il genitore beneficiario dovrà procedere alla c.d. appropriazione telematica del bonus per l’acquisto dei servizi di baby-sitting, entro e non oltre 15 giorni solari tramite i canali telematici indicati nella domanda stessa (sms, indirizzo mail o PEC).

La mancata appropriazione telematica equivale alla rinuncia del beneficio.

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Lavoro

Certificazione Unica 2020 rinviata: ecco le regole e le sanzioni

certificazione unica 2020 rinviata

L’invio della Certificazione Unica fissato per lunedì 9 marzo 2020, è stata rinviato al 31 marzo, causa emergenza Coronavirus. I datori di lavoro avranno a disposizione tutto il mese per consegnare ai dipendenti la certificazione dei compensi erogati nel corso del 2019. Per gli autonomi, l’invio della Certificazione Unica può avvenire entro il 31 ottobre 2020, termine ultimo di presentazione del modello 770.

Errore Certificazione Unica 2020: le sanzioni

Come stabilito dalla Legge di Stabilità 2016, dal Decreto Legislativo 158/2015 e dal Decreto Legislativo 151/2015, le casistiche per la valutazione della sanzione sono tre:

  1. Certificazione Unica 2020 trasmessa entro il 31 marzo con errore, poi corretta e ritrasmessa entro 5 giorni;
  2. Certificazione Unica 2020 trasmessa entro il 31 marzo con errore, poi corretta e ritrasmessa entro 60 giorni;
  3. Certificazione Unica omessa, errata o tardiva.

Nel primo caso, ovvero se la correzione avviene entro 5 giorni dal primo invio, non si riceverà alcuna sanzione pecuniaria.

Nel secondo caso la sanzione è ridotta ad un terzo, ovvero 33,33 euro per ogni singola certificazione, con un limite massimo di 20 mila euro di sanzione totale applicabile.

Nel terzo caso, ovvero se la Certificazione Unica non viene trasmessa entro i termini previsti o non viene corretta, la sanzione è di 100 euro per ogni singola certificazione, fino a un massimo di 50 mila euro per ogni sostituto d’imposta.

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